mercoledì 5 novembre 2014



La Luna della Nebbia è l'ottava luna dell'anno, il suo inizio si colloca sempre nel mese di Ottobre per proseguire nel mese di Novembre, arrivando a inglobare il sabba di Samhain, l'ultimo raccolto, la festa dedicata alla morte, alla rinascita, al rinnovamento e nota come Samonios, Ognissanti e Halloween.

Secondo l'agrilunario di Strie il clima lunare per la Luna della Nebbia è il seguente:

Il Novilunio della Luna della Nebbia avviene generalmente in Bilancia, segno d'aria che dona qualche giornata di sole dopo le brume mattutine. Più raramente la Luna Nuova potrebbe compiersi in Scorpione ed in questo caso l'umidità e la nebbia sarebbero compagni delle giornate autunnali.

Il Primo Quarto della lunazione avviene generalmente in Capricorno, come nella precedente lunazione, il clima si mantiene quindi freddo e umido ma tendenzialmente stabile; oppure, con meno probabilità, il primo quarto accade in Acquario portando giornate più limpide e gradevoli.
Il Plenilunio della Nebbia avviene di solito in Toro che, con il suo carattere di terra, conferma l'umidità ed il freddo che avanza. Raramente accade ancora in Ariete, indicando un autunno ancora caldo o asciutto rispetto alle medie.
L'Ultimo Quarto si compie sempre in Leone, segno di fuoco che, nel suo declino, indica che con l'avvento del freddo più repentino anche l'umidità diminuisce lasciando spazio anche a qualche cielo stellato.

La Luna della Nebbia è nota in questo modo proprio per due motivi: uno simbolico e uno pratico. Quello pratico è che in questo periodo, soprattutto in Pianura Padana è facile incontrare nebbia sia al mattino che alla sera. Il sole comincia ad essere tiepido e le giornate belle sono una sorta di illusione. La natura sta andando a dormire e la nebbia è la sua coperta, il suo sudario. Gli alberi si stanno spogliando delle foglie, i rami sono come scheletri stesi al cielo novembrino, come mani di morti che escono dalla terra artigliando l'aria senza poterla afferrare.

Le energie vitali sono incentrate nella terra, al sicuro nelle radici. Gli animali cominciano il loro letargo dopo mesi di provviste sottoforma di grasso sottocutaneo. Gli uccelli migrano nei luoghi più
caldi abbandonando i nidi che ritroveranno in primavera, al loro ritorno. L'uomo raccoglie gli ultimi frutti dell'orto: zucche, rape. Ortaggi resistenti con i quali può fare zuppe calde e nutrienti.
La Luna della Nebbia si chiama così anche per un altro motivo: proprio come la nebbia è la luna dell'indistinto, del velo. E' la luna che richiama alla prudenza del non vedere esattamente che cosa abbiamo davati, cosa ci può aspettare nell'oscurità. Inglobando il sabba di Samhain questa luna ci riporta al mondo degli spiriti, al sipario che ci divide da questo magico reame che si fa sempre più sottile. In questa luna si comincia ad affrontare la pressante presenza della morte nei nostri giorni, sotto la forma dell'oscurità che ci sta innanzi, che dobbiamo superare: un ostacolo che solo i più forti riusciranno a vincere.

E' quindi la lunazione adatta ad esaminare ciò che siamo, dove stiamo mettendo i piedi, tagliare i rami inutili che altrimenti ci appesantirebbero il cammino verso la rinascita, trascinandoceli dietro nel

passaggio oltre il velo della morte. La nebbia infatti ha spesso rappresentato il confine tra i mondi.

Avalon, nel ciclo Arthuriano narrato soprattutto dalla Zimmer Bradley, era un'isola avvolta perennemente dalle nebbie che potevano essere comandate solo dalle sacerdotesse, che avevano il potere di alzarle e abbassarle a piacimento. L'altra via, quella che non passava per l'acqua (altro simbolo di viaggio nella morte) era rischiosa perché si avvicinava appunto al regno fatato, dove Gwydion/Arthur, il grande Re del destino portatore della spada magica Excalibur, si era perduto per giorni senza accorgersi del passare del tempo e dove anche la stessa Morgana si perdette quando, dopo essersi esiliata da sola dall'Isola delle Sacerdotesse, non si sentiva più in grado di sorpassare le nebbie che l'avvolgevano.

Questa lunazione ci fa capire che un nuovo ciclo è alle porte, che tutto ciò che era vivo morirà per poter così tornare alla vita nuovamente, uscendo dall'oscurità e riappropriandosi del calore della vita. Il sentiero sul quale camminiamo non smette di esistere, ma diviene più buio, freddo, oscuro e abbiamo bisogno di tenere l'attenzione più incentrata sulla nostra introspettiva, raggrumare le energie che abbiamo per cambiare noi stessi, raccogliere le forze che ci serviranno per affrontare la lunga notte che ci attende.

Una notte avvolta da una caligine spumosa che non ci permette errori di calcolo perché un singolo passo può esserci fatale per vivere nuovamente nella pienezza di ciò che saremo: persone nuove, con nuove foglie da alimentare, nuovi fiori da far sbocciare, nuovi progetti da realizzare, nuovi frutti da maturare.

Giunge il momento delle ultime provviste che ci serviranno come sostentamento per l'inverno alle porte. Ed infatti in questo periodo che, nell'oscurità, comincia il nostro anno. Se il nostro raccolto è stato saggio ed abbondante e non sprecato, potremo affrontare questo periodo senza alcuna paura, ma con la consapevolezza che è solo parte di un ciclo e che, per quanto lungo, passerà e che presto il sole tornerà a far inverdire il mondo.

In questo periodo si vendemmia il vino rosso e, allineato alla luna, lo si fa fermentare e imbottigliare nelle cantine, al fesco, perché sia consumato un anno o due dopo. Si accende il fuoco che non verrà spento fino a che il caldo sole non scioglierà del tutto la neve. Le zucche e le rape intagliate vengono appese alle finestre per spaventare la morte e l'oscurità. Gli animali che non vanno nel sonno letargivo rallentano comunque le loro attività e si allineano al ciclo meno rapido e frenetico. Le galline smettono di fare le uova, i gatti si accoccolano davanti al camino e dormono più a lungo, alcuni insetti si ibernano per risvegliarsi in primavera, le chiocciole sigillano il guscio.

A livello magico è il momento più introspettivo, di scoperta di sé, di esplorazione del nostro lato oscuro e, come è ovvio, è anche il momento più adatto alla divinazione in quanto il muro che ci
separa dal mondo dell'invisibile si assottiglia e diventa facilmente penetrabile e attraversabile da entrambi i lati, proprio come una nebbia. Non per niente è anche nota come Luna degli Antenati. In antichità in questo momento ci si prendeva cura degli attrezzi lavorativi affinché siano pronti e rinnovati per il lungo uso che faremo di loro nei mesi della semina, del raccolto.

La Luna della Nebbia è altresì nota come: Luna oscura, Luna del Castoro, Luna del Dolore, Blotmonath (mese del sacrificio), Herbistmanoth (mese della raccolta), Luna Matta, Luna delle Tempeste, Luna dei cervi che perdono le corna, Luna di Novembre, Luna della Neve, Luna delle Gelate, Luna gelida, Luna degli Antenati, Luna di Povertà, Luna delle Oche migranti, Luna dei Fiumi gelati, Luna delle Braccia tese, Luna del Lupo.

Spiriti della Natura: fate che si nascondono sottoterra
Le piante allineate a questa lunazione sono: verbena, betonica, borraggine, grani di meleguetta, cinquefoglie, cardo.
Colori: grigio, verde-mare
Fiori: fiori di cactus, crisantemi
Profumi: cedro, fiore di ciliegio, giacinto, narciso, menta peperita, limone
Pietre: topazio, giacinto (zircone rosso/giallo-arancio), lapislazzuli
Alberi: ontano, cipresso
Animali:: unicorno, scorpione, coccodrillo, sciacallo
Uccelli: gufo, oca, rondine
Divinità: Kali, Iside Nera, Nicnevin, Eecate, Bast, Osiride, Sarasvati, Lakshmi, Skadi, Mawu
Flusso del potere: metti radici, prepara. Trasformazione. Rinforza il dialogo con la Divinità che ti sembra più vicina. 

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